GIORNALINO-Nr2

Giornalino
Edizione della Festa di Sant’Anna
Da molti secoli è consolidata la prassi che vuole che un Vescovo appena nominato, scelga un motto che esprima i valori a cui egli vuole ispirarsi nel ministero che gli si apre davanti. Così, quando padre Robert Francis Prevost il 12 dicembre 2014 venne consacrato Vescovo dall’Arcivescovo James Patrick Green, allora nunzio apostolico del Perù, scelse anche lui il suo motto. Ispirandosi evidentemente alla spiritualità agostiniana in cui si era formato, fece sue le parole “in illo uno unum” traducibile con: “uno in colui che è uno”.
Non ho potuto fare a meno di pensare che uno dei motivi ispiratori che hanno portato il Conclave a eleggere Prevost come successore di Pietro sia stato anche quel motto che ci invita a ritrovare in Cristo quell’unità di cui un mondo sempre più lacerato dai conflitti e spinto alla frammentazione ha tanto bisogno. Un mondo che ci spinge a chiuderci nei nostri pensieri, come fa Saul — in un articolo che troveremo in questo giornalino — il quale perde di vista il comando di Dio e finisce imprigionato nelle proprie riflessioni che, per quanto possano apparire legittime, lo allontanano da Colui che lo ha posto a capo di Israele. 
Non sappiamo se Leone XIV sarà il Papa che passerà alla storia come l’uomo della comunione, ma certamente possiamo augurarcelo, sapendo che il cristiano, proprio perché chiamato a essere una cosa sola con Cristo, è fedele alla sua vocazione nella misura in cui si fa artefice di comunione.
La parrocchia, in quanto comunità di battezzati, non può non sentirsi investita di questa missione. Ma l’esperienza di parroco mi insegna che la comunione è soprattutto un dono di Dio, che dobbiamo chiedere continuamente a Lui, domandando il discernimento per rimuovere, per quanto sta a noi, ciò che la ostacola.
E in quanto dono di Dio, la comunione è un bene che non si ha mai “in tasca”, ma è un frutto che prende forma solo con costante cura, grande pazienza e la disponibilità a metterci continuamente in discussione, senza mai sentirci arrivati.
In questi giorni, a Sant’Anna abbiamo fatto festa in coincidenza con la Pentecoste: la festa che celebra il miracolo delle lingue, grazie al quale uomini di culture diverse ritrovano, per opera dello Spirito Santo, quella comunione che si era perduta nei giorni della torre di Babele. Si respirava un bel clima, e questo non era qualcosa di scontato: rallegriamoci di questo, e chiediamo al Signore la possibilità di impegnarci affinché questo clima si respiri sempre, per essere segno di speranza almeno per il nostro quartiere.
Affinché si rallegrino insieme sia coloro che, impegnandosi nella parrocchia, seminano questa speranza, sia coloro che, avvicinandosi a Sant’Anna, possano credere nella possibilità che non siamo condannati a vivere in una Babele. Perché è possibile quella pace disarmata e disarmante che Leone XIV ci ha annunciato la sera dell’8 maggio 2025, quando si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni di San Pietro per il suo primo saluto da Vescovo di Roma.
Don Christian Pioni
Saul thoughts
Questi sono i pensieri di Saul, figlio di Kis, figlio di Abièl, figlio di Seror, figlio di Becoràt, figlio di Afìach, della tribù di Beniamino, secondo Re di Israele. Sono riferiti alla guerra contro gli Amaleciti, collocata al capitolo 15 del Primo Libro di Samuele. Dio ordina a Saul, tramite il profeta Samuele, di sconfiggere un altro popolo (il re ha vinto già parecchie battaglie). Si raccomanda però di sterminarlo completamente, senza fare prigionieri. Questo racconto indaga le riflessioni di Saul su questo comando. Il personaggio di Saul nella Bibbia (per chi volesse leggere la storia completa) appare per la prima volta al capitolo 9, per uscire di scena al capitolo 31, alla fine del Libro stesso.

La battaglia è finita, abbiamo vinto. Anzi, abbiamo stravinto, umiliato Agag e il suo popolo, che si opposero a Israele quando uscì dall’Egitto.
Lorenzo Finamore
Prime Comunioni
Le nascite si riducono in Italia ma questo non vale per Sant’Anna, Morena e i suoi dintorni, i bambini che si accostano alla comunione restano numerosi: quest’anno circa 140 bambini hanno ricevuto la prima comunione nella nostra parrocchia. L’anno prossimo saranno un po’ meno, ma comunque tanti rispetto alle parrocchie vicine o della nostra Diocesi.  
Il momento dell’inizio della catechesi della prima comunione è spesso, per i genitori, un momento di riavvicinamento alla chiesa, alla fede, alla parrocchia. Alcuni hanno abbandonato subito dopo i propri sacramenti, altri perché presi dallo studio, dal lavoro, ma grazie ai figli, si crea l’opportunità per tornare a parlare di fede.  
Idea Riccitelli
La storia di Sant’Anna – Ep. 2
Priscilla Bartoloni & Giuseppe Marcucci
Il valore del servizio
C’è un giorno, ogni mese, in cui la sveglia suona decisamente troppo presto per i miei gusti. È il giorno in cui ci mettiamo in macchina per andare a prendere i viveri destinati alla Caritas della nostra parrocchia. Di solito siamo io, Mirko e Stefano a partire il venerdì mattina: siamo ormai una piccola squadra affiatata, unita non solo dal servizio, ma purtroppo anche da un’amicizia che si è consolidata proprio grazie a queste esperienze. E come potremmo dimenticarci di Giordano? Dovrebbe esserci anche lui, ma la maggior parte delle volte ci dà buca: dice che deve studiare, ma noi sospettiamo che stia perfezionando l’arte di far finta!
Matteo Virruso
Leo PP. XIV
C’eravamo lasciati alla fine di Aprile con la “Sede Apostolica vacante”, ovvero senza il Vescovo di Roma, senza il Papa. Non lo dicevamo, ma nell’intimo pensavamo che dopo “giganti” come Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e II, Benedetto XVI e Francesco, fosse difficile trovare un altrettanto valido successore al soglio di Pietro, ma lo Spirito Santo come sempre ha guidato in modo mirabile e sorprendente i Cardinali a eleggere Robert Francis Prevost.
Marco Bisbano
Suor Ana Guadalupe
Piccole voci, grandi ricordi
Il nostro anno all’Oratorio
Un altro anno si è concluso e si è portato con sé un’infinità di ricordi ed esperienze indimenticabili. C’è chi, come Rachele, si è divertita tantissimo durante la preparazione del Sant’Anna’s Got Talent; chi, come Sara, ha amato le attività legate alla Cresima; c’è poi, chi, come Michela, ricorda con orgoglio le partite vinte a palla prigioniera contro le classi più grandi, e chi, come Arianna non sa proprio scegliere ciò che le è piaciuto di più. E tutti, proprio tutti, portano nel cuore un anno di giochi, amicizie e sorrisi, che difficilmente dimenticheranno. A raccontarcelo sono proprio loro, i veri protagonisti del nostro oratorio: i bambini.
Eleonora Priora
Angolo Cronaca
Cosa è successo di interessante in questo periodo:
Aurora Finamore
Lo street food di Sant’Anna
Un viaggio tra persone, sapori e tante risate
Anche quest’anno, come da tradizione, durante la festa di Sant’Anna erano presenti gli stand dello street food. Proviamo a conoscere i cuochi-protagonisti di questa edizione attraverso le loro parole.
Laura Montagner
Partecipare alla Messa: Segno di croce
Questo gesto lo ripetiamo almeno due volte durante la messa e lo facciamo anche entrando in chiesa dopo aver preso con le dita un po’ di acqua benedetta dalle acquasantiere. È interessante notare come il gesto di segnarci con l’acqua benedetta ci rimanda al battesimo dove siamo stati immersi nell’acqua che ci ha lavati dal peccati e ci ha resi Figli di Dio. Ancora più interessante è il fatto che questo gesto è testimoniato fin dal II secolo d.C. e veniva compiuto sul battezzando, ma era un semplice segno di croce realizzato con il pollice sulla fronte. Di questo ci informa, tra gli altri, lo scrittore cristiano Tertulliano (circa 150-240 d.C.) che ne testimonia l’uso quotidiano da parte dei cristiani prima di compiere le varie attività giornaliere. E ancora oggi lo ritroviamo compiuto alla stessa maniera per ben tre volte sul bambino durante il rituale del Battesimo.
Don Claudio Pianigiani
Gioca con noi – Rebus
Indovina di cosa si tratta, ricordando che l’edizione è quella della Festa di Sant’Anna! Hai la possibilità di vincere scrivendo per primo la soluzione in dm su Instagram al profilo @oratorio_s_anna, non perdere tempo!
Giuseppe Marcucci
Leggi l’edizione precedente: